Asse Intestino Cervello: le basi per una buona salute

asse-intestino-cervello-microbiota-malattie-metaboliche-diabete-obesita-infiammazione

Ippocrate già 2.000 anni fa aveva attribuito all’intestino le cause di tutte le malattie conosciute e gli studi più recenti stanno dimostrando quanto questa equazione asse intestino cervello sia vera, perché i batteri presenti nonché l’integrità del rivestimento dell’intestino possono influenzare fortemente la salute dell’individuo.

La correlazione tra la malattia e il tuo intestino

Come un giardiniere capisce la malattia che ha colpito l’albero guardando le sue radici, così tramite l’asse intestino cervello possiamo capire l’origine di molte patologie.

Secondo numerosi studi, le endotossine – composti tossici che si sviluppano all’interno di agenti patogeni quali sono anche i batteri – quando l’intestino è permeabile possono filtrare attraverso le mucose e penetrare nel flusso sanguigno.

Il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere queste molecole considerate estranee e le attacca, provocando un’infiammazione cronica.

Alcuni studi ipotizzano che questa infiammazione indotta dalla dieta possa innescare la resistenza all’insulina e alla leptina – fattori trainanti l’una per il diabete e l’altra per l’obesità – nonché che sia anche causa del fegato grasso. Ma essendo un ambito di ricerca in continuo e rapido sviluppo, le teorie attuali potrebbero essere riviste e aggiornate in futuro.

Quali sono gli effetti dell’infiammazione cronica?

L’infiammazione è la risposta naturale del sistema immunitario alla presenza di aggressori estranei, tossine o a lesioni cellulari. Il suo obiettivo è quello di sostenere il tuo corpo nel combattere questi componenti indesiderati e iniziare a riparare le eventuali strutture danneggiate.

L’infiammazione acuta (cioè quella a breve termine) è solitamente considerata un evento positivo, perché, in assenza di questa, patogeni come batteri e virus avrebbero la strada spianata e potrebbero in modo semplice prendere il sopravvento sul tuo organismo, causando gravi malattie o addirittura la morte.

Tuttavia, un altro tipo di infiammazione – la cosiddetta infiammazione cronica, di basso grado o sistemica – può essere dannosa poiché a lungo andare può influire e condizionare l’intero organismo e attaccare in modo inappropriato le cellule del tuo corpo.

Ad esempio, infiammazioni croniche pericolose possono colpire i vasi sanguigni – come le arterie coronarie – o le strutture nel cervello, facendo dell’infiammazione cronica e sistemica una delle principali cause di alcune delle condizioni più gravi al mondo, come il diabete di tipo 2, l’obesità, il morbo di Alzheimer, le malattie cardiache, la sindrome metabolica, la depressione e molte altre. Purtroppo, però, una precisa causa dell’infiammazione cronica risulta a oggi ancora sconosciuta.

Endotossine e sindrome dell’intestino permeabile (Leaky Gut Syndrome)

Il nostro intestino contiene trilioni di batteri – noti ormai da tutti come “flora batterica” o come si conosce oggi “microbiota”– dei quali alcuni sono sicuramente benefici, ma altri invece no. Per questo motivo, il numero e la composizione dei batteri presenti nell’intestino possono influire notevolmente e determinare la nostra salute fisica e mentale.

Le pareti cellulari di alcuni batteri intestinali – i cosiddetti gram-negativi – sono composte anche dai lipopolisaccaridi (LPS), grandi molecole note anche come “endotossine”. Le endotossine possono causare una reazione immunitaria data da un’infezione batterica acuta, che può determinare quindi febbre, depressione, dolori muscolari e persino uno shock settico (o shock setticemico).

È noto, inoltre, che il collagene e l’elastina possono dare il loro contributo alla ricostruzione del rivestimento intestinale, mentre le caderine – attivate dagli ioni di calcio e magnesio – sono fondamentali per sigillare i punti di giunzione tra le cellule del tratto intestinale.

Ma può comunque succedere a volte che le endotossine fuoriescano dall’intestino penetrando nel flusso sanguigno. Le endotossine vengono infatti trasportate all’interno della circolazione sanguigna tramite il grasso, oppure possono filtrare oltre il rivestimento dell’intestino che a volte non riesce a impedire alle sostanze indesiderate di penetrare.

Quando questo accade, ecco che si attivano le cellule del sistema immunitario. Anche se sono in quantità non sufficiente per causare sintomi conclamati come potrebbe essere la febbre, sono comunque abbastanza da incoraggiare l’insorgere di un’infiammazione cronica, causando problemi anche non sempre immediati, ma a lungo termine nel tempo.

Questo processo, fin troppo comune, lentamente consuma le nostre energie, il nostro sistema immunitario, debilita il nostro cervello e amplifica al massimo i livelli di stress, fino a quando non si arriva alla spiacevole sensazione di sentirci seriamente danneggiati a livello fisico e mentale.

Conoscendo le cause che potrebbero portare all’insorgere di questi sintomi, possiamo correggere le abitudini malsane e migliorare quindi la nostra condizione di salute, prendendoci cura del nostro asse intestinocervello.

La sindrome dell’intestino permeabile (Leaky Gut Syndrome) potrebbe essere la chiave dietro la comparsa dell’infiammazione cronica provocata dall’alimentazione.

asse-intestino-cervello-microbiota-malattie-metaboliche-diabete-obesita-infiammazione

Dieta disequilibrata ed endotossiemia

Molti studi sulle endotossine prevedono di iniettare queste sostanze nel sangue di animali da laboratorio e anche negli esseri umani, dimostrando così di provocare un velocissimo insorgere di insulino-resistenza, che è considerata la principale caratteristica della sindrome metabolica e del diabete di tipo 2.

Questa procedura – è stato verificato – porta anche a un immediato aumento dei marcatori di infiammazione, dimostrando l’attivazione una risposta difensiva da parte del nostro organismo.

Livelli elevati di endotossine – sia sugli animali che sugli esseri umani – possono essere provocati da una dieta alimentare malsana e non equilibrata o da un microbiota alterato non in grado di processare anche alimenti sani.

Studi sugli animali suggeriscono infatti che un’abitudine alimentare a lungo termine che preveda l’utilizzo di troppi grassi infiammatori (Omega 6), pochi grassi antinfiammatori (Omega 3) e poca fibra può causare endotermia, ma anche l’insorgere di infiammazioni, l’insulino-resistenza, l’obesità e altre malattie metaboliche.

Ugualmente, uno studio di 1 mese effettuato su 8 persone sane che conducevano una tipica dieta occidentale ha accertato un aumento del 71% dei livelli di endotossina nel sangue, mentre i livelli sono diminuiti del 31% nelle persone che seguivano una dieta povera di grassi infiammatori. E visto che la maggior parte delle persone seguano un’alimentazione che include pasti ad alto contenuto di grassi contenevano anche carboidrati raffinati e poca fibra, questi risultati non dovrebbero essere generalizzati a una dieta sana, che sia ricca di grassi e povera di carboidrati.

Alcuni ricercatori ritengono che i carboidrati raffinati aumentino i batteri produttori di endotossine e la permeabilità intestinale, accrescendo quindi l’esposizione del nostro organismo alle endotossine.
Uno studio a lungo termine sulle scimmie alle quali è stata fatta seguire una dieta ricca di fruttosio raffinato (sciroppo di mais o sciroppo di Agave per esempio) supporta questa ipotesi.

Le cause esatte derivanti dal rapporto alimentazione-endotossiemia a oggi rimangono comunque sconosciute.

I cinque ingredienti per una digestione ottimale:

  1. I prebiotici si trovano principalmente nella frutta e nella verdura e sono considerati il miglior “cibo” per il nostro intestino;
  2. Acidi organici, prebiotici e gli enzimi digestivi che si trovano nei cibi fermentati – come crauti, kimchi, Kvass, Kefir, FerVida e molti altri;
  3. I minerali e le Vitamine Liposolubili (A, D, K) sono utili soprattutto per la funzionalità del sistema nervoso e muscolare, e sono contenuti in grande quantità nel brodo di ossa e prodotti di origine animale che forniscono inoltre materiale plastico alla struttura del digerente;
  4. Preparare cereali, legumi e frutta oleosa con cura attraverso la fermentazione di modo da renderli più digeribili, abbattere gli anti-nutrienti (acido fitico, oxalico, lectine, ecc.) e gli inibitori della digestione;
  5. Scegliere prodotti animali della miglior qualità per un ottimo rapporto Omega 6/Omega 3, assenza di antibiotici, ormoni, più nutrienti e rispetto sia degli animali che dell’ambiente

Conclusioni

Si ritiene – conseguentemente ad alcuni studi – che molte malattie metaboliche croniche abbiano comunque inizio proprio nell’intestino, ritenendo che l’infiammazione cronica sia una diretta conseguenza.

L’infiammazione causata dalle endotossine batteriche può essere infatti considerata lo stretto collegamento tra un’alimentazione non equilibrata, l’obesità e altre malattie metaboliche croniche.

Tuttavia, l’infiammazione cronica è incredibilmente complessa e gli studiosi hanno appena iniziato a esplorare i molteplici motivi per i quali le infiammazioni croniche e l’alimentazione siano tra loro correlate.

È comunque molto probabile che la propria dieta e il proprio stile di vita influenzi notevolmente il rischio di infiammazione cronica e le condizioni che poi ne derivano.

Quindi, per mantenere in buona salute il tuo organismo e in particolare il tuo intestino, è altamente consigliato dedicarsi a uno stile di vita sano che comprenda abbondante esercizio fisico, una buona qualità del sonno, idratazione, tecniche antistress e una dieta basata su cibi ad alto contenuto di fibre, eliminando o comunque riducendo al minimo invece tutti i cibi raffinati, cosiddetti “spazzatura”.

Non possiamo pensare che per anni dormendo poche ore o andando a dormire tardi, fumando sigarette, vivendo inseguiti dallo stress, bevendo poca acqua, avendo una vita sedentaria e seguendo un’alimentazione sbagliata a un certo punto della nostra vita non succeda nulla.

Dobbiamo iniziare ad avere un ruolo attivo nel mantenimento della nostra salute, non passivo o affidandoci alla pillola blu o rossa e tanto meno all’integratore del momento.

Referenze:

  • Viajaro P. Microbiota and Gut Liver Axis: A Mini Review on the Influences on Obesity and Obesity Liver Disease. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2013 May; 56(5): 461–468.
  • Jialal L. Endotoxemia of Metabolic Syndrome: A Pivotal Mediator of Meta Inflammation. Metab Syndr Relat Disord. 2014 Nov;12(9):454-6.
    Escobedo G. Gut Microbiota as a Key Player in Triggering Obesit, Systemic Inflammation and Insulin Resistance. Rev Invest Clin. 2014 Sep-Oct;66(5):450-9.
  • Cani PD. Involvement of Gut Microbiota in the Development of Low-Grade Inflammation and Type 2 Diabetes Associated with Obesity. Gut Microbes. 2012 Jul 1; 3(4): 279–288.
  • Ferrero-Miliani L. Chronic Inflammation: Importance of NOD2 and NALP3 in Interlukin-1β Generation. Clin Exp Immunol. 2007 Feb; 147(2): 227–235.
  • Alie N. Inflammation, Atherosclerosis and Coronary Artery Disease: PET/CT for the Evaluation of Atherosclerosis and Inflammation. Clin Med Insights Cardiol. 2015 Jan 7;8(Suppl 3):13-21.
  • Kotas M.E. Homeostasis, Inflammation, and Disease Susceptibility. Cell 2015 Feb 26; 160(5):816-827.
  • Guarner F. Gut Flora in Health and Disease. Lancet. 2003 Feb 8;361(9356):512-9.
  • Clemente J. The Impact of Gut Microbiota in Human Health: An Integrative View. Cell 2012 Mar 16; 148(6): 1258-1270.
  • Raetz CR. Lipopolysaccharide Endotoxins. Annu Rev Biochem. 2002; 71:635-700.
  • Opal SM. Endotoxins and other Sepsis Triggers. Contrib Nephrol. 2010;167:14-24.
  • Cani PD. Metabolic Endotoxemia Initiates Obesity and Insulin Resistance. Diabetes. 2007 Jul;56(7):1761-72.
  • Rhee HS. Lipopolysaccharide: Basic Biochemistry, Intracellular Signaling and Physiological Impact on the Gut. Intestinal Res. 2014 Apr; 12(2): 90–95.
  • Moreira AP. Influence on a High Fat Diet on Gut Microbiota, Intestinal Permeability and Metabolic Endotoaxemia. Br J Nutr. 2012 Sep;108(5):801-9.
  • Kelly CJ. Of Microbes and Meals: The health Consequences of Dietary Endotoxemia. Nutr Clin Pract. 2012 Apr; 27(2): 215–225.
  • Metha NN. Experimental Endotoxemia Induces Adipose Inflammation and Insulin Resistance in Humans. Diabetes. 2010 Jan;59(1):172-81.
  • Michie HR. Detection of Circulating Tumor Necrosis Factor After Endotoxin Administration. N Engl J Med. 1988 Jun 9;318(23):1481-6.
  • Pendyala S. A High Fat Dieti s Associated with Endotoxemia that Originates from the Gut. Gastroenterology. 2012 May; 142(5): 1100–1101.
  • Spreadbury I. Comparison with Ancestral Diets Suggests Dense Acellular Carbohydrates Promote an Inflammatory Microbiota and Might be the Primary Dietary Cause of leptin Resistance and Obesity. Diabetes Metab Syndr Obes. 2012; 5: 175–189.
  • Kavanagh K. Dietary Fructose Induces Endotoxemia and Hepatic Injury in Calorically Controlled Primates. Am J Clin Nutr. 2013 Aug; 98(2): 349–357.
  • Drago S. Gliadin, Zonulin and Gut Permeability: Effects on Celiac and Non-Celiac Intestinal Mucosa and Intestinal Cell Lines. Scand J Gastroenterol. 2006 Apr;41(4):408-19.
  • Bansal V. Traumatic Brain Injury and Intestinal Dysfunction: Uncovering the Neuro-Enteric Axis. J Neurotrauma. 2009 Aug;26(8):1353-9.
  • Forsyth CB. Increased Intestinal Permeability Correlates with Sigmoid Mucosa Alpha-Synuclein Staining and Endotoxin Exposure Markers in Early Parkinson’s Disease. PLOS ONE 2011 Dec; 6(12):e28032.
  • Petra AL. Gut-Microbiota-Brain Axis and its Effect on Neuropsychiatric Disorders with Suspected Immune Dysregulation. Clin Ther. 2015 May 1;37(5):984-95.
  • Banks WA. Passage of Cytokines Across the Blood-Brain Barrier: Neuroimmunomodulation. 1995 Jul-Aug;2(4):241-8.

Lascia un commento