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Ossalati: devi eliminare il cibo che contiene questi antinutrienti?

Molte persone attente a quello che consumano tutti i giorni, sono convinte che mangiare un bel piatto di spinaci tutti i giorni o bere un centrifugato a base di verdure a foglia verde sia un biglietto vincente per una buona salute. Non sanno però che questo tipo di vegetali contengono ossalati (o acido ossalico) che rientrano nella categoria degli antinutrienti.

Questo articolo è parte di una serie sulle tossine contenute nei vegetali. Se ti sei perso le altre parti della serie, leggile qui:

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Cosa sono gli ossalati e dove si trovano

Gli ossalati sono composti indigeribili contenuti in certi alimenti che impediscono il corretto assorbimento di alcuni nutrienti. L’acido ossalico è un acido organico presente soprattutto nelle proteine della soia isolate, negli spinaci, nelle cime di rapa e nelle bietole, nel rabarbaro, nelle barbabietole, nel cacao, nel cavolo, nelle patate dolci e nelle arachidi.

Contrariamente a quello che molti pensano, la cottura non è sufficiente per neutralizzare gli ossalati.

Anche il nostro corpo produce ossalati (per esempio la vitamina C, una volta metabolizzata può essere convertita in acido ossalico).

Una volta entrato nel nostro organismo, l’ossalato si può legare a minerali, creando composti come per esempio l’ossalato di calcio o quello di ferro.

Normalmente l’ossalato e i composti creati vengono eliminati con le feci o con le urine. Le persone che però hanno un intestino debole o che seguono una dieta con alimenti ad alto contenuto di ossalati, possono non eliminarli correttamente e questo può comportare problemi di salute.

Gli effetti collaterali degli ossalati

Una delle principali caratteristiche degli ossalati è, come sopraddetto, quella di legarsi ai minerali. Quando questo avviene il corpo rischia di non riuscire più ad assorbire i minerali di cui ha bisogno.

Per esempio gli spinaci, che sono ricchi di calcio e ossalati, non sono una fonte di calcio proprio perché quest’ultimo si lega agli ossalati e non riesce ad essere assorbito correttamente dal nostro organismo. L’assunzione di fibre insieme agli ossalati ostacola anche l’assorbimento di alcuni altri nutrienti (come spiegato in questo studio).

Gli ossalati possono principalmente essere la causa dei dolorosi calcoli renali. Sebbene infatti esistano altri tipi di calcoli renali, circa l’80% di questi è costituito da ossalato di calcio. È anche vero che il tipo di ossalato che crea i calcoli è quello prodotto dal nostro corpo e non quello introdotto con l’alimentazione e questo soprattutto quando il volume delle urine è scarso. Una corretta idratazione e una riduzione drastica degli alimenti a basso contenuto di questo antinutriente è la terapia consigliata dalla maggior parte degli urologi.

Qualcuno ritiene gli ossalati in parte responsabili anche di vulvodinie e di aggravare l’autismo (mai dimostrato scientificamente), ma sembra che siano considerati più come un antinutriente capace di peggiorare una situazione, piuttosto che causarla.

Dovresti eliminare gli alimenti che contengono gli ossalati?

La maggior parte degli alimenti con ossalati sono molto sani e contengono importanti antiossidanti, fibre e altri nutrienti. Quindi, almeno che tu non sia in una situazione di disbiosi, l’eliminazione di questi alimenti è assolutamente sconsigliata.

Un intestino sano contiene dei batteri che possono in parte scomporre gli ossalati contenuti in alcuni cibi, prima che si leghino ai minerali. Purtroppo l’assunzione di antibiotici causa la riduzione di questi nostri alleati e non è possibile sapere a priori se abbiamo la capacità di scomporre o meno questi antinutrienti.

In linea di massima, le persone che hanno assunto di recente antibiotici o soffrono di disfunzioni intestinali possono beneficiare maggiormente di una dieta a basso contenuto di ossalati.

In conclusione, gli ossalati non sono un antinutriente pericoloso per la maggior parte delle persone, anche se non abusarne e avere una dieta varia è sempre la scelta migliore.

Riferimenti:

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  • Author’s discussions with health practitioners and parents at AutismOne, Chicago, IL, May 2006
  • Hayat S, Ahmad A, Salicylic acid – A Plant Hormone (Springer Netherlands, 2009)
  • Baxter AJ, Mrvos R, Krenzelok EP, Salicylism and herbal medicine, Am J Emergency Med, 2003, 21, 5, 448-449
  • Baekler HW. Salicylate intolerance: pathophysiology, clinical spectrum, diagnosis and treatment. Dtsch Arztebl Int, 2008, 105, 8, 137-142
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