malattie della pelle

Malattie della pelle: c’è una connessione con l’intestino?

Capita spesso di collegare un’eruzione cutanea a qualche disturbo alimentare. La verità non è troppo lontana da questo modo di pensare per uso e consuetudine. I ricercatori fin dal 1930 sospettavano un legame tra intestino e le malattie della pelle e anche la ricerca moderna ha confermato questo rapporto. E come biologo nutrizionista, che lavora con persone che soffrono di queste condizioni, non posso che confermare che la pelle è proprio lo specchio dell’intestino. Molti miei pazienti che vanno da un dermatologo e usano creme, integratori, erbe o medicinali, non risolvono niente perché in realtà quello che hanno è una disfunzione interna che si riflette all’esterno. Quello che la pelle mostra è un sintomo manifestato, che per guarire deve essere trattato all’origine, curando l’intestino.

Gli studi: malattie della pelle e disturbi intestinali

Nei tanti studi epidemiologici è stata dimostrata l’associazione tra le malattie della pelle e il cattivo funzionamento dell’intestino. Uno di questi ha dimostrato che la frequenza di acne rosacea in pazienti con la SIBO è di 1o volte più frequente. Lo stesso studio ha dimostrato che trattando la SIBO ha portato a un netto miglioramento clinico negli stessi pazienti. Altri studi dimostrano che il 14% dei pazienti con colite ulcerosa e il 24% dei pazienti con il morbo di Crohn hanno manifestazioni cutanee più o meno marcate.

È interessante sapere anche che in uno studio si è dimostrato efficace un farmaco idoneo alla psoriasi, per trattare il morbo di Crohn.

È ormai risaputo anche che tra i sintomi della celiachia ci sono delle manifestazioni cutanee in oltre il 25% dei pazienti, come anche l’alopecia e la vitiligine.

La permeabilità intestinale (detto anche “intestino permeabile”) fa sì che sia l’infiammazione sistemica che locale, contribuisca alle malattie della pelle. In uno studio nel lontano 1916, pazienti con acne sono stati più propensi a mostrare una maggiore reattività ai ceppi batterici isolati dalle feci. Il 66% dei 57 pazienti con acne nello studio dimostrò una reattività positiva ai batteri fecali isolati rispetto a nessuno dei pazienti controllati che non avevano malattie della pelle attive.

In un altro studio che ha coinvolto 80 pazienti chi presentava acne avevano livelli più alti di reattività e di lipopolisaccaridi (LPS), endotossine nel sangue. Nessuno delle persone sane controllate ebbe reazioni all’escherichia coli, mentre il 65 % dei pazienti con acne ebbe una reazione positiva.

Tutti questi studi suggeriscono che l’aumento della permeabilità e dei disturbi intestinali sono problemi comuni a un numero significativo di pazienti con malattie della pelle.

Il microbiota intestinale influisce sulla salute della pelle

Ormai quasi tutti abbiamo sentito parlare della permeabilità intestinale, ma quasi nessuno sa che esiste anche una “permeabilità della pelle?”. Un’altra cosa che tutti sappiamo è che la funzione principale della pelle è di agire comemalattie della pelle barriera antimicrobica, fisica e chimica.

Molti studi a questo proposito hanno dimostrato che sia lo stress che l’infiammazione intestinale compromettono l’integrità e la funzione della protezione della barriera epidermica. Questo a sua volta porta ad una diminuzione di peptidi antimicrobici prodotti dalla pelle e a un aumento della gravità dell’infezione e infiammazione della stessa.

Il microbiota intestinale ha influenza anche sulla pelle. Ha influenza sui lipidi e profili di acidi grassi del tessuto epidermico, la produzione di sebo e la composizione in acidi grassi del sebo. Questo è stato dimostrato anche da uno studio russo, che ha rilevato che il 54% dei pazienti con acne hanno alterazioni significative del microbiota intestinale. Un altro cinese condotto su pazienti con dermatite seborroica ha evidenziato sostanziali cambiamenti nel loro microbiota.

I probiotici migliorano le malattie della pelle

Sono molti anche gli studi che suggeriscono che i probiotici sono capaci di migliorare le condizioni della pelle. Sembra infatti che i probiotici assunti per via orale diminuiscono i lipopolisaccaridi, migliorano la funzione della barriera intestinale e riducono l’infiammazione.

Il primo studio evidente che evidenziò questa connessione, fu del medico Robert Siver, nel lontano 1961. Egli seguì 300 pazienti ai quali fu somministrato un probiotico per via orale. L’80% dei pazienti con problemi di acne ebbero un miglioramento della loro condizione.

In un più recente studio italiano è stato somministrato a 40 pazienti sia Lactobacillus acidophilus che il Bifidobacterium bifidum, in aggiunta a una terapia standard contro l’acne e ci sono stati migliori risultati clinici. Un altro studio effettuato su 56 pazienti con acne ha dimostrato che il consumo di una bevanda fermentata ricca di Lactobacillus latteria per un periodo di 12 settimane ha migliorato l’acne.

L’effetto benefico dei probiotici sulla pelle può spiegare perché i prodotti lattiero-caseari pastorizzati sono associati con l’acne, ma quelli fermentati no. I probiotici assunti per via orale riducono i valori sistemici di infiammazione e lo stress ossidativo, che sono entrambi elevati a livello locale in coloro che soffrono di problemi alla pelle. Inoltre regolano il rilascio di citochine pro-infiammatorie all’interno della pelle.

Conclusioni

La connessione tra malattie della pelle e intestino dovrebbe essere ormai ben chiara, vista la grande quantità di studi scientifici al riguardo. Purtroppo molti si limitano ad assumere un integratore di probiotici e/o a mangiare meglio che, per quanto sicuramente sia una benefica azione, non è sufficiente per risolvere le malattie della pelle. Per questo, devi seguire un regime nutrizionale mirato a sanare le mucose dell’intestino, assumendo copiose quantità di cibi probiotici per ricostruire il microbiota intestinale.

Riferimenti:

  • Parodi A. Small intestinal bacterial overgrowth in rosacea: clinical effectiveness of its eradication. Clin Gastroenterol Hepatol. 2008 Jul;6(7):759-64
  • Saarialho-Kere U. The gut-skin axis. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2004 Jun;39 Suppl 3:S734-5
  • Juhlin L. Fibrin microclot formation in patients with acne. Acta Derm Venereol. 1983;63(6):538-40
  • Slominski A. A nervous breakdown in the skin: stress and the epidermal barrier. J Clin Invest. 2007 Nov 1; 117(11): 3166–316
  • Gueniche A. Lactobacillus paracasei CNCM I-2116 (ST11) inhibits substance P-induced skin inflammation and accelerates skin barrier function recovery in vitro. Eur J Dermatol. 2010 Nov-Dec;20(6):731-7
  • Whitney P Bowe. Acne vulgaris, probiotics and the gut-brain-skin axis – back to the future? Gut Pathog. 2011; 3: 1
  • Volkova LA. Impact of the impaired intestinal microflora on the course of acne vulgaris. Klin Med (Mosk). 2001;79(6):39-41
  • Marchetti F. Efficacy of regulators of the intestinal bacterial flora in the therapy of acne vulgaris. Clin Ter. 1987 Sep 15;122(5):339-43
  • KIm J. Dietary effect of lactoferrin-enriched fermented milk on skin surface lipid and clinical improvement of acne vulgaris. Nutrition. 2010 Sep;26(9):902-9
  • Hacini-Rachinel F. Oral probiotic control skin inflammation by acting on both effector and regulatory T cells. PLoS One. 2009;4(3):e4903
  • Kang SH. The effects of dairy processes and storage on insulin-like growth factor-I (IGF-I) content in milk and in model IGF-I-fortified dairy products. J Dairy Sci. 2006 Feb;89(2):402-9
  • Quadros E. Colonic absorption of insulin-like growth factor I in vitro. Pharm Res. 1994 Feb;11(2):226-30
  • Bowe W. Acne vulgaris, probiotics and the gut-brain-skin axis: from anecdote to translational medicine. Benef Microbes. 2014 Jun 1;5(2)
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *