Piroluria, una patologia sconosciuta e da molti sottovalutata

Esistono tante patologie nel campo della medicina poco conosciute e quindi non diagnosticate che affliggono una grossa parte della popolazione. Una di queste, anche se probabilmente il nome ti suonerà strano e poco familiare, è la Piroluria.

Anche conosciuta come Malvaria, la Piroluria una condizione metabolica molto particolare in grado di provocare seri scompensi all’organismo, se non riconosciuta e trattata in modo adeguato.

Cos’è la Piroluria

Si tratta di una mutazione genetica che si può manifestare durante l’infanzia o essere innescata da un evento traumatico nel corso della vita ed è incentrata sulla produzione dei prodotti di scarto dell’organismo al momento della formazione dell’emoglobina per i globuli rossi. Tali sostanze di scarto sono denominate criptopirroli e sono solitamente prodotte in quantità normali ed espulse con l’urina o le feci.

Nel caso dei soggetti affetti da Piroluria questi criptopirroli vengono prodotti in numero decisamente maggiore e parte di essi finiscono per legarsi fortemente ad alcune sostanze come lo zinco e la vitamina B6, nutrienti fondamentali per il metabolismo cellulare. L’espulsione dei criptopirroli legati a zinco e vitamina B6 è dunque anch’essa abnorme ed eccessiva e nel corso del tempo porta l’organismo ad accusare una forte carenza di queste sostanze nutritive innescando alcuni sintomi talvolta anche molto gravi.

Cause e sintomi della Piroluria

Oltre all’origine genetica, la Piroluria si può verificare anche a causa di problematiche relative al fegato specialmente in età avanzata. In questi casi, possono essere presenti le epatiti B e C, lo scarso assorbimento dei grassi e problemi in generale con il metabolismo dei grassi.

Anche i medicinali che causano danni al fegato possono causare l’insorgenza della Piroluria, oltre agli antibiotici, alle statine e ai medicinali utilizzati per trattare l’epilessia. Anche gli stessi batteri che portano all’insorgenza della Candida possono scatenare la Piroluria negli organismi predisposti, così come le situazioni di stress intenso.

I sintomi variano notevolmente e si possono verificare in diversi campi:

  • problemi digestivi, circolatori ed ematici: mani e piedi freddi, sindrome del tunnel carpale, problemi cardiovascolari, vene varicose, problemi al fegato e digestivi, metabolismo scarso dei grassi, nausea e dolore addominale, riflusso acido;

  • problemi ormonali e carenze: squilibri ormonali, tiroidei, macchie sulle unghie, scarso senso dell’olfatto e del gusto, ipersensibilità a luci e suoni;

  • condizioni mentali-emozionali e neurologiche: autismo, iperattività, depressione e malattie mentali, ansia, tensione, incapacità di gestire lo stress, scarsa memoria a breve termine, parestesia;

  • problematiche del tessuto connettivo e della pelle: acne, eczemi, artriti, pelle secca e pallida, problemi alla giunture, fibrosi, paralisi facciale, smagliature;

  • altri: stanchezza cronica, sovrappeso o peso scarso persistente, sintomi legati alla Candida, difficoltà a ricordare i sogni.

È stato stimato che il 50% delle persone affette da autismo, il 40% degli alcolisti, il 70% degli schizofrenici, il 70% degli individui affetti da depressione e il 30% delle persone affette da iperattività o deficit di attenzione siano affette da Piroluria. In questi casi, se la patologia viene trascurata o diagnosticata con molto ritardo, la guarigione può essere molto complicata nonostante gli approcci diversificati nella dieta, nei trattamenti e nello stile di vita.

Esiste anche una stretta correlazione fra Candida e Piroluria, non solo dal punto di vista della sintomatologia che appare essere comune sia ad una patologia che all’altra, ma anche a causa del fatto che la presenza di una patologia incoraggia l’altra e l’effetto di entrambe in contemporanea sull’organismo è estremamente negativo. L’unione delle due problematiche rende la guarigione molto più insidiosa e difficoltosa a causa dei tessuti connettivi danneggiati che richiedono una tempistica maggiore per poter essere ricostituiti.

La diagnosi di Piroluria

Diagnosticare la Piroluria è possibile tramite un test delle urine che fa assumere solitamente una particolare colorazione (malva) causata dalle sostanze di scarto in eccesso (i criptopirroli) da cui derivapiroluria appunto l’altro nome attribuito a questa patologia: Malvaria (o fattore malva).

Si stima che l’incidenza sulla popolazione sia di circa il 10%, con picchi fino al 50% e 80% nei soggetti che soffrono già di altri problemi cronici soprattutto di tipo mentale/emozionale (ansia, iperattività, depressione, sindrome bipolare, autismo, schizofrenia, ecc…).

La Piroluria è largamente trattata e considerata dalla medicina naturale, ma sembra essere ignorata dalla medicina tradizionale che tende invece ad utilizzare il termine Porfiria (acuta o cutanea) per trattare i sintomi di questa malattia. La Piroluria infatti è strettamente collegata anche alla Porfiria, ma non viene solitamente ricercata nei laboratori.

Come trattare la Piroluria

Le persone afflitte da Piroluria necessitano di un quantitativo maggiore di acidi grassi omega-6 che si possono trovare sotto forma di acido arachidonico e acido gamma linoleico nelle uova, nel burro e nella carne proveniente da animali alimentati al pascolo, ma anche nell’olio di borraggine, nell’olio di canapa e nel ribes nero. Questi alimenti contengono inoltre un buon ammontare di zinco, anch’esso necessario all’organismo di questi soggetti.

Un’altra sostanza da integrare adeguatamente nell’alimentazione giornaliera è la vitamina B6, facilmente reperibile nei frutti di mare e nei vegetali a foglia verde, ma soprattutto nelle fibre scomposte dai propri batteri intestinali se essi godono di buona salute.

Anche i probiotici e i cibi fermentati sono di grande aiuto nel ridurre l’infiammazione intestinalepiroluria collegata allo stress nei casi di Piroluria. Ovviamente anche la salubrità intestinale e del fegato sono entrambe indispensabili per un recupero ideale. I trattamenti indicati per curare la Candida sono altresì fondamentali.

Una dieta adeguata, alcuni supplementi che possono essere indicati da uno specialista e un miglioramento nella qualità della vita porteranno certamente a vedere ottimi risultati in poco tempo nelle persone afflitte da questa patologia, anche se ai casi più gravi occorrerà più tempo per apprezzare dei sensibili miglioramenti.

I casi più difficili da trattare sono solitamente quelli collegati alla gestione delle tossine e dei metalli pesanti da eliminare nell’organismo. Infatti, la carenza di zinco espone maggiormente l’organismo alla tossicità dei metalli pesanti dal mercurio al cadmio al rame.

Essendo una problematica di origine genetica, inoltre, la Piroluria dovrà essere trattata per tutta la vita, adeguando la dieta e migliorando lo stile di vita, per evitare di tornare a veder comparire i sintomi sopra citati.

Un altro ottimo consiglio da adottare riguarda ancora la dieta e suggerisce, oltre all’adozione di un’alimentazione particolarmente sana e pulita, l’iniziale eliminazione dei cibi contenenti fitati come i cereali, la frutta secca, i legumi e la soia. L’acido fitico contenuto in questi alimenti infatti, si lega facilmente ai minerali come lo zinco e li rende inutilizzabili per l’organismo. Potranno essere reintrodotti quando l’intestino sarà più forte, anche se dovranno essere sempre adeguatamente trattati come spiego qui.

Da ricordare infine che lo stress, il consumo di alcool e di zucchero, il fumo e i farmaci aggravano i sintomi e la complessità della Piroluria. È per questo che un corretto trattamento deve prevedere un cambiamento radicale che deve essere opportunamente valutato da uno specialista.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *