digestione dei grassi

Digestione dei grassi: come avviene e perché è così importante

Per molti anni i prodotti a basso contenuto di grassi (conosciuti anche come light) sono stati fortemente consigliati e considerati indispensabili ai fini di una dieta salutare. Viceversa, i grassi in generale sono stati accusati di essere la causa di una cattiva forma fisica e infinite malattie, specialmente quelle cardiovascolari. Finalmente, la ricerca con il passare del tempo ha fatto passi avanti, è stata fatta luce su questo argomento così controverso. In questo articolo voglio farti capire una cosa molto importante, ossia l’importanza di questa categoria nutrizionale e la digestione dei grassi.

I grassi migliori

Oggi la scienza della nutrizione ci spiega che i grassi non solo non devono più essere considerati dannosi, ma sono assolutamente essenziali, perché molti sono necessari e possono e devono essere consumati con tranquillità. Bisogna però scegliere quelli migliori e del tipo giusto.

Consumi molta margarina, o magari un olio vegetale qualsiasi a basso costo tipo l’olio di semi di girasole o di soia? Quelle che una volta erano considerate alternative sane, si sono invece dimostrati grassi nocivi e con pessime caratteristiche e altamente infiammatori.

Forse quindi è giunto il momento di rivedere le tue scelte, perché decidere quali cose aggiungere alla tua alimentazione, come il burro, la frutta secca o i grassi delle uova o del pesce ti aiuterà a sentirti più con sazietà e senza aver fame un’ora dopo che hai finito di mangiare, le tue pietanze saranno più gustose.

Come funziona la digestione dei grassi

In condizioni normali, ovvero in un organismo sano che consuma il giusto quantitativo di grassi, il fegato sintetizza la bile e la invia alla cistifellea che la immagazzina e la secerne poi nell’intestino tenue dove i grassi vengono assorbiti. Il pancreas inoltre secerne gli enzimi digestivi pancreatici aiutando la scomposizione e l’assorbimento dei grassi.

digestione dei grassi

La cistifellea secerne la bile regolarmente quando l’organismo è ben nutrito con le giuste sostanze; una dieta a ridotto contenuto di grassi, invece, non consente alla cistifellea di fare il proprio lavoro ed il risultato è che la bile ristagna e diventa vischiosa, rendendone l’espulsione molto più difficile e lasciandola imprigionata in questo organo insieme alle tossine e ai vecchi ormoni che dovrebbero invece essere espulsi. Senza il giusto quantitativo di bile, il corpo fatica dunque a digerire i grassi ed ecco spiegato perché è necessario introdurre un corretto ammontare di grassi nella dieta quotidiana.

Cause e sintomi della cattiva digestione dei grassi

La cattiva digestione dei grassi comporta una serie di problematiche, fra le quali lo squilibrio ormonale ma soprattutto il malfunzionamento della cistifellea che può verificarsi in seguito a:

  • congestione del fegato che non è più in grado di sintetizzare la bile;

  • produzione di bile da parte della cistifellea di cattiva qualità, spessa e appiccicosa;

  • mancanza di enzimi pancreatici che sono in grado insieme alla bile di digerire il grasso.

I sintomi della mancata digestione dei grassi, oltre a provocare nausea, ruotano sicuramente intorno alla cistifellea con dolore alla zona o calcoli, ma riguardano anche l’intestino (feci oleose, chiare, maleodoranti oppure flatulenza e gonfiore dopo i pasti) e gli ormoni, causando squilibri dovuti all’assenza di queste sostanze in grado di sintetizzare i nuovi ormoni eliminando quelli vecchi.

Come migliorare la digestione dei grassi

La cattiva digestione dei grassi e il loro mancato assorbimento dipende dalla bile nella cistifellea che diventa spessa e appiccicosa al punto di non poter essere più espulsa. Avviene così un circolo vizioso per cui le tossine e gli ormoni più vecchi vengono riassorbiti perché la bile non viene rilasciata. Assumendo invece i grassi giusti e nel giusto quantitativo, la bile torna ad essere liquida e funzionale e viene prodotta dalla cistifellea per emulsionare i grassi così che possano venire assorbiti dall’organismo e le tossine espulse. É necessario adottare una serie di comportamenti che possano aiutare ed agevolare la digestione dei grassi:

  1. Scegliere una dieta a più alto contenuto di grassi intraprendendola gradualmente nel corso di alcune settimane. I grassi migliori da consumare sono il burro, l’olio extra vergine d’oliva, l’olio di avocado, l’olio di cocco, l’olio di fegato di merluzzo (particolarmente ricco di vitamina A e D), il grasso del pesce, il tuorlo d’uovo e la carne di animali alimentati a pascolo. Invece, sarà meglio limitare il consumo dei grassi processati e non tradizionali che danneggiano le funzioni del fegato e indeboliscono l’organismo intero.

  2. L’olio di cocco può aiutare il metabolismo e alcune funzioni organiche, ma data la sua composizione, esso viene assorbito senza l’utilizzo della bile. Pertanto va comunque abbinato all’uso di grasso di derivazione animale.

  3. In alcuni casi, e soprattutto per coloro che hanno rimosso la cistifellea con un’operazione chirurgica, diventa necessario integrare la bile con un integratore di sali biliari a vita, per essere in grado di digerire i grassi.

  4. Preparare i cereali integrali con l’ammollo prima della cottura, che, insieme alle fibre benefiche contengono anche acido fitico in grado di stressare l’organismo e affaticare l’intestino.

  5. Imparare a sedersi a tavola con calma e consapevolezza: può sembrare un fattore scontato, ma i succhi digestivi, inclusa la bile e gli acidi dello stomaco, vengono prodotti al meglio in una situazione priva di stress.

  6. Utilizzare i cibi fermentati per aiutare la digestione dei grassi, magari preparando in casa i prodotti latto-caseari, vegetali fermentati e i FerVida. Questi aiuteranno senz’altro le funzionalità digestive.

  7. Utilizzare le barbabietole o ancora meglio fare il Kvass di barbabietole fermentate: i succhi contenuti in questo vegetale forniscono un valido aiuto per agevolare la digestione dei grassi e hanno una forte azione benefica su fegato e cistifellea.

  8. L’aceto di mele o ancora meglio il tè fermentato Kombucha, sono un altro valido aiuto dalla natura, contiene alcune sostanze come l’acido malico in grado di ammorbidire i calcoli e la bile.

In conclusione è possibile affermare che la digestione dei grassi rappresenta un momento delicato e fondamentale per il benessere dell’intero organismo.

5 commenti
  1. Claudio.S
    Claudio.S dice:

    Salve, ottimo articolo, veramente ricco di informazioni.

    Mi resta un dubbio però…

    Quanti grammi di grassi dovrei assumere se ho un altezza di 173cm e 60kg?

    Rispondi
    • Shantih Coro
      Shantih Coro dice:

      Claudio, questa è una domanda molto soggettiva, ma almeno il 30% delle calorie dovrebbe provenire dai grassi. Ci sono tanti fattori che contribuiscono a rispondere a questa domanda ma prime tra tutti il funzionamento del digerente, se fa attività fisica e che tipo.

      Rispondi
  2. armando pesarin
    armando pesarin dice:

    Ottimo articolo, io sono senza cistifellea e digerire i grassi è un vero peso. Avrei bisogno di un aiuto importante: quali sono gli integratori di sali biliari, non riesco a trovare questi prodotti, grazie di cuore

    Rispondi
    • Shantih Coro
      Shantih Coro dice:

      Sicuramente i sali biliari a vita e le consiglio vivamente di farsi seguire da un biologo nutrizionista preparato o di rivolgersi a noi perchè se le hanno rimosso la cistifellea è a causa di problemi intestinali.

      Rispondi

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  1. […] sintomo della SIBO il malassorbimento e la difficoltà a digerire i grassi, che come spiego qui, non è positivo. Il tuo corpo ha bisogno di grassi per il trasporto delle vitamine liposolubili e […]

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