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Salicilati: un insidioso tipo di antinutriente spesso sottovalutato

“In caso di dubbio, mangiare frutta e verdura” potrebbe sembrare un buon consiglio, tranne per il fatto che questa categoria non solo è ricca in carboidrati, ma contiene anche sostanze fitochimiche conosciute come salicilati.

Questo articolo è parte di una serie sugli ‘antinutrienti’ contenuti nei cereali, legumi e semi. Se ti sei perso gli altri articoli, leggili qui:

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Cosa sono i salicilati: benefici ed effetti collaterali

Come con altre sostanze contenute in alimenti vegetali, i salicilati si sono evoluti per combattere i predatori. Isalicilati salicilati sono cugini non troppo lontani dei salicilati che si trovano in centinaia di farmaci usati per alleviare dolori e malesseri minori, per ridurre febbre ed infiammazione, per diluire il sangue, per la diarrea e per le malattie della pelle come acne, verruche e psoriasi. I membri più conosciuti della famiglia dei salicilati sono l’aspirina (acido acetilsalicilico), il BenGay (salicilato di metile), PeptoBismol (bismuto subsalicilato) e Doan (salicilato di magnesio). I salicilati si trovano sempre più anche nelle medicine alternative e nelle erbe e oli cinesi.

Molte persone oggi sono così intolleranti al salicilato che sperimentano non solo reazioni avverse ai farmaci, ma anche ai cibi ricchi di salicilato come frutta e verdura. Le reazioni più frequenti sono di tipo respiratorio con perdite di muco.

Oltre a sperimentare sintomi simili, le persone sensibili ai salicilati possono soffrire di asma, orticaria, polipi nasali, gonfiore cronico e una grande varietà di sintomi gastrointestinali, tra cui il colon irritabile.

I salicilati sono anche legati a una lunga lista di sintomi fisici e mentali, tra cui – tanto per cominciare – l’acne, l’incontinenza, la sindrome delle gambe senza riposo, i tic, l’iperattività, il mal di testa, l’ansia, le allucinazioni, la visione offuscata, cattivo odore del corpo, e anche fame costante! Ovviamente, ci sono molti altri fattori di rischio per questi sintomi, ma il 2-4 per cento dei pazienti ambulatoriali che frequentano le cliniche di allergia, il 2 per cento di quelli con malattia di Crohn, il 7 per cento di quelli con colite ulcerosa e il 15-20 per cento di coloro che frequentano le cliniche per disturbi alle orecchie, naso e gola sono intolleranti al salicilato.

Anche se agli individui a rischio di risposte infiammatorie in genere viene consigliato di eliminare la carne e altri alimenti ricchi di acido arachidonico, le colpevoli inaspettate per alcune persone possono essere proprio la frutta e la verdura.

Alcuni ricercatori scozzesi che hanno testato i vegetariani rispetto ai non-vegetariani, hanno trovato nell’urina dei primi livelli molto più alti di salicilati rispetto ai secondi, anche se in quantità molto minori rispetto ai soggetti che assumono aspirina.

La maggior parte delle persone è in grado di gestire quantità medie di salicilato dal cibo e farmaci senza effetti negativi per la salute. Le persone con intolleranza al salicilato, tuttavia, non sono in grado di gestire più di una certa quantità di salicilati alla volta. La quantità varia da persona a persona e i salicilati hanno un effetto cumulativo nel corpo, quindi si accumulano nel tempo. Così, alcune persone possono sentirsi molto bene quando iniziano una dieta vegana con tanti succhi, solo per poi sviluppare l’intolleranza al salicilato in un secondo momento.

Quali sono e come trattare gli alimenti ricchi in salicilati

I livelli di salicilati presenti negli alimenti possono variare notevolmente. I cibi crudi e gli alimenti secchi contengono livelli più elevati rispetto agli stessi cibi cotti, ma in quest’ultimi i salicilati si concentrano se usati in salse, minestroni, puree e sciroppi.

Le persone che sono sensibili al salicilato possono trovare utile togliere la buccia dai frutti e buttare via le foglie esterne delle verdure. È inoltre fondamentale mangiare solo frutta e verdura che sono mature.

La frutta ad alto contenuto di salicilati è tutta la frutta oleaosa e la maggior parte dei frutti di bosco, tra cui mirtilli che sono considerati un ‘superfood’. Ciliegie, arance, ananas, prugne, uva, pesche, nettarine, anguria, melone, pompelmo e la maggior parte delle varietà di mele danno problemi per chi soffre di salicilato. Infatti, gli unici frutti a basso contenuto di salicilati sono le banane, lime, pera, mele golden e la papaia.

Le verdure ad alto contenuto di salicilati sono i pomodori cotti, il peperoncino, le castagne, i germogli di erba medica, i broccoli, i cetrioli, le melanzane, gli spinaci, le patate dolci e le zucchine. Livelli moderati si trovano in asparagi, barbabietole, carote, patate e funghi. Purtroppo livelli elevati di salicilati si trovano anche nell’olio di cocco, un fatto che potrebbe spiegare perché alcune persone sembrano essere allergiche a questo alimento altrimenti estremamente salutare. Anche l’olio di oliva, di sesamo e simili sono ricchi di salicilati, ma la buona notizia è che vi sono valori trascurabili nel burro proveniente da animali allevati al pascolo.

Una dieta di eliminazione accompagnata da un diario alimentare è il modo migliore per determinare se i salicilati stanno causando problemi di salute. Per fare questo è necessario evitare i farmaci contenenti salicilati e limitare la dieta agli alimenti che o non contengono o sono molto bassi in salicilati (per un mese fino a sei settimane). Una volta che il corpo ha eliminato ogni residuo di salicinato immagazzinato, se determinati sintomi diminuiscono si è difatti intolleranti al salicilato.

Sebbene la rigorosa prevenzione è generalmente raccomandata, i ricercatori hanno dimostrato che l’olio di pesce può ridurre la sensibilità al salicilato. L’olio di fegato di merluzzo, essendo particolarmente ricco di vitamine A e D, dovrebbe funzionare ancora meglio.

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Conclusione sui salicilati e gli altri antinutrienti

In conclusione su questa serie di articoli dedicati agli antinutrienti, possiamo affermare che il mondo vegetale ha radunato un formidabile esercito di antinutrienti e tossine, programmato per uccidere i predatori (tra cui gli esseri umani) in una guerra fitochimica. Gli antinutrienti possono contribuire alla malnutrizione, a disturbi digestivi, a disturbi della tiroide, a disfunzioni del sistema immunitario, sterilità e molti altri disturbi di salute.

Mentre le prove contro un singolo antinutriente non sono determinanti, è importante ricordare che gli antinutrienti e le tossine raramente agiscono singolarmente, ma in combinazione. Purtroppo il danno fitochimico non è solo additivo, ma sinergico e le evidenze sono sostanziali e rilevanti per tutti i mammiferi, compreso l’uomo.

Quello di cui però è necessario essere consapevoli è che il nostro organismo, quando funziona bene, è perfettamente capace di rispondere in maniera adeguata a questi antinutrienti. Frutta, verdura, legumi, cereali, semi e noci hanno anche molte proprietà benefiche per la nostra salute. Se non si hanno problemi non bisogna quindi evitarli, al contrario! L’unica accortezza è quella di prepararli correttamente e mangiarli con moderazione come qualunque altro alimento.

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