microbiota cutaneo

Microbiota cutaneo: i batteri della pelle alleati della tua salute

Spesso abbiamo parlato del microbiota intestinale, popolato di batteri e non solo che hanno effettivamente un ruolo fondamentale per la salute ed il benessere. Esiste però un’altra popolazione di microorganismi che viene spesso ingiustamente trascurata: quella che forma il microbiota cutaneo. Anche questi microorganismi possiedono un ecosistema complesso e rappresentano la giusta chiave per interpretare alcune patologie della pelle che colpiscono moltissime persone.

La pelle e il microbiota cutaneo

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano. A seconda dei livelli ormonali e delle abitudini igieniche di ogni persona, viene prodotta una certa quantità di sebo che è trattenuta dalla pelle e si definisce il ‘mantello acido’,microbiota cutaneo ovvero una barriera protettiva che pone dei limiti ai patogeni che possono risiedere sulla pelle.

La pelle inoltre è un ecosistema sul quale vivono batteri, archeobatteri, funghi, virus e acari. Parliamo di circa un miliardo di microbi per centimetro quadrato! Questo ecosistema cutaneo varia a seconda della posizione sul corpo, delle condizioni di temperatura e umidità, del proprio sesso, dell’età e della genetica oltre che, ovviamente, dei fattori ambientali.

La composizione di questo ecosistema viene stabilita al momento della nascita e il suo sviluppo futuro è decisamente condizionato dalle modalità del parto stesso: i bambini nati attraverso il canale naturale del parto entrano in contatto con l’ecosistema della flora vaginale della mamma e possiedono quindi fin da subito quella particolare composizione di batteri. I bambini nati con il parto cesareo invece ricevono l’ecosistema di batteri provenienti dalla pelle della mamma.

Dopo la nascita, la comunità batterica della pelle viene influenzata e alterata da coloro che si prendono cura del bambino, dalle pratiche igieniche quotidiane, dai prodotti per la cura del corpo, dall’abbigliamento che va a contatto con l’epidermide, dall’esposizione ai farmaci e alle altre persone e, per finire, dalla quantità di tempo trascorsa all’aria aperta.

Le patologie che colpiscono il microbiota cutaneo

La ricerca in questo campo è appena agli albori e gli studi tentano di far luce sulla relazione fra le comunità batteriche e le varie patologie. Le difficoltà che si incontrano in questo tipo di ricerca sono relative alle differenze fra i vari “climi epidermici”, alle tecniche di analisi, alla difficoltà di isolare i batteri dalla pelle e di differenziare quelli attivi da quelli già morti.

Tuttavia, recenti studi indicano che il microbiota cutaneo è da associare ad un certo numero di patologie dermatologiche, come l’acne, la psoriasi, le dermatiti atopiche, gli eczemi, la dermatite seborroica, la rosacea, la vitiligine, le verruche e la blefarite.

microbiota cutaneo

Quest’associazione sta forse a significare che mutando il microbiota cutaneo è possibile trovare sollievo da queste patologie, ma i ricercatori non sono ancora riusciti a trarre conclusioni chiare per poter dare una conferma definitiva alla questione.

Sappiamo che alcuni batteri presenti sull’epidermide possono mutare da benefici a patogeni, come nel caso dello Staphylococcus epidermidis, e sappiamo anche che alcune delle patologie citate, come la Rosacea, si possono trattare con antibiotici nonostante non sia ancora stato chiarito il meccanismo con cui i batteri potrebbero causare la patologia. Ciononostante dobbiamo ancora comprendere per quale motivo alcune persone siano più inclini a subire l’effetto di una maggiore densità batterica rispetto ad altre.

La risposta potrebbe risiedere nella composizione stessa della pelle e in particolar modo nella quantità di acidi grassi presenti: la riduzione dei livelli di questi acidi compromette effettivamente l’integrità della barriera cutanea.

Inoltre, un’altra teoria si sta facendo strada e riguarda l’aspetto più opportunistico dei batteri anziché quello patogeno: studi recenti suggeriscono che le persone con deficienze immunitarie abbiano semplicemente una pelle più permissiva, associando quindi i disturbi della pelle ad un’immunità compromessa. In altre parole, il microbiota cutaneo delle persone il cui sistema immunitario è meno efficiente è indebolito e permette quindi la colonizzazione di agenti patogeni opportunisti.

Come mantenere un microbiota cutaneo sano

Mentre la ricerca prosegue tentando di dare risposte definitive a queste numerose ipotesi, ci sono molte cose che puoi fare per mantenere al meglio la salute della tua pelle:

  • Innanzitutto comincia a riconsiderare la definizione di “essere pulito” – i saponi, i profumi e molti prodotti per l’igiene personale possono alterare il microbiota cutaneo in maniera diversa da quello che la natura ha previsto per noi. Gli animali selvaggi che si rotolano nella polvere raccolgono batteri che li aiutano a mantenersi puliti. I moderni prodotti cosmetici che contengono conservanti e ingredienti sintetici possono alterare il pH della pelle e disturbare il l’ecosistema naturale, in particolare se il tuo sistema immunitario è indebolito.

  • Considera tutto ciò che viene a contatto con la tua pelle – Anche se ad occhio nudo non è possibile comprenderlo, è noto che i cosmetici che vanno a diretto contatto con la cute ne possono alterare la composizione microbica. Il trucco stesso che viene utilizzato per il viso modifica il microbiota cutaneo nel tempo, una volta venuto in contatto con la nostra epidermide. Valuta l’idea di ridurre o trovare alternative meno invasive per l’utilizzo dei cosmetici per migliorare la salute della tua pelle e comunque prova ad utilizzare prodotti naturali e non convenzionali.

  • I vestiti – i tessuti sintetici attraggono e ospitano batteri che non hanno niente a che vedere con il microbiota cutaneo umano, mentre quelli che si trovano nei tessuti naturali rispecchiano le caratteristiche dell’epidermide. Inoltre, i passaggi in lavatrice tendono a disperdere i batteri fra i membri della famiglia e il trattamento delle asciugatrici non è sufficiente per eliminare i microbi, anzi può favorirne la crescita se i panni non sono perfettamente asciutti. Il miglior metodo per asciugare i vestiti resta il sole, che disinfetta meglio i tessuti.

  • Valuta l’ambiente dove vivi – l’esposizione continuativa ad ambienti sterili o fortemente innaturali consente alle specie batteriche più opportunistiche di colonizzare la pelle, specie se l’organismo è già debilitato. Invece, l’esposizione ad ambienti ricchi di batteri naturali può incoraggiare un microbiota cutaneo sano.

  • Infine, valuta la tua salute generale – non ha senso incentivare l’ecosistema della pelle se l’ecosistema intestinale è compromesso o debilitato, perché a sua volta questa debolezza incoraggia i batteri opportunisti. Metti in atto tutti i passi per mantenerti in salute e mantenere il tuo sistema immunitario forte e sano, regalandoti così anche un microbiota cutaneo in perfette condizioni.

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