Dieta dei carboidrati specifici

Negli ultimi anni stanno aumentando in modo esponenziale, in tutto il mondo, le malattie infiammatorie che riguardano il tratto intestinale. Di conseguenza sono nate le diete per eliminazione, come la dieta dei carboidrati specifici (SCD), che hanno preso piede in breve tempo, perché considerate alla stregua di potenziali trattamenti per numerosi disturbi infiammatori.

Dieta dei carboidrati specifici: Perché è così popolare?

La dieta dei carboidrati specifici viene introdotta per la prima volta nel 1923 dal gastroenterologo Sidney V. Haas presso l’Accademia di Medicina di New York, conducendo uno studio che prende in esame otto soggetti.

Lo studio, intitolato “Il valore della banana nel trattamento della celiachia”, è stato poi pubblicato solo quasi 30 anni dopo, insieme alla dieta completa dei carboidrati specifici, in collaborazione con suo figlio, Merrill Patterson Haas, in un volume intitolato “Gestione della malattia celiaca”.

Ma è solo negli anni ’80 che la dieta dei carboidrati specifici diventa estremamente popolare grazie al libro di Elaine Gottschall “Breaking the Vicious Cycle” (“Rompere il ciclo vizioso: salute intestinale attraverso la dieta”) che a oggi è venduto in tutto il mondo e tradotto in 8 lingue.

L’interesse di Gottschall nel promuovere la dieta dei carboidrati specifici nasce dall’esperienza di sua figlia, colpita da una grave forma di rettocolite ulcerosa.

Su consiglio del proprio medico, la figlia di Gotschall segue rigorosamente per un lungo periodo una dieta a basso contenuto di amidi. 

Risolti i sintomi nell’arco di due anni e visti i risultati, da essere casalinga torna a studiare per capire meglio gli effetti della dieta sull’organismo. Ottiene dunque una Laurea in biologia, biochimica nutrizionale e all’età di 47 anni un Dottorato in biologia molecolare con una tesi sugli effetti della dieta dei carboidrati specifici nelle malattie infiammatorie intestinali.
È proprio Elaine Gottschall a promuovere questa dieta altamente restrittiva denominata appunto dieta dei carboidrati specifici.

Secondo Gottschall, i carboidrati che vengono parzialmente digeriti fanno proliferare alcuni microrganismi e presenti nel rivestimento intestinale, attività che promuove il rilascio di tossine e acidi che danneggiano il tessuto di rivestimento del tratto digestivo attraverso processi infiammatori. Questa azione a sua volta danneggia i villi che producono gli enzimi che hanno solitamente il compito di scomporre i carboidrati in molecole più semplici per essere poi assorbiti.

In cosa consiste la dieta dei carboidrati specifici?

La dieta dei carboidrati specifici è una dieta cosiddetta “per eliminazione”, che richiede appunto l’eliminazione di alcuni alimenti contenenti classi specifiche di carboidrati.

Secondo Gottschall i carboidrati complessi incoraggiano una crescita eccessiva di microrganismi nell’intestino tenue causando fermentazione. Man mano che questi batteri crescono, produrrebbero sottoprodotti che alimentano l’infiammazione nel tratto digestivo, portando ad assorbire in maniera minore i nutrienti utili al nostro organismo.

La dieta dei carboidrati specifici asserisce di inibire la crescita di tali batteri e ripristinare così una corretta funzione digestiva, proprio eliminando tutte le fonti alimentari di carboidrati che abbiano due o più molecole di zucchero collegate.

La dieta dei carboidrati specifici infatti consente di assumere solo quei carboidrati che hanno molecole di zucchero singole e non legate – monosaccaridi – poiché vengono assorbite dall’intestino più facilmente.

Questo perché le molecole complesse di carboidrati richiedono la produzione di enzimi digestivi mentre nella loro forma più semplice, i monosaccaridi questo non è necessario.

Quali sono gli alimenti non consentiti e quali quelli previsti nella dieta dei carboidrati specifici?

Secondo questa dieta, i carboidrati vengono selezionati principalmente in base alla loro struttura chimica: non sono ammessi quindi alimenti che contengano due o più molecole di zucchero chimicamente collegate.
Il libro “Breaking the Vicious Cycle” citato nei paragrafi precedenti si riferisce a questi alimenti nominandoli “carboidrati complessi”.

Nello specifico, non sono ammessi gli alimenti contenenti disaccaridi, oligosaccaridi o polisaccaridi, come per esempio:

  • cereali: riso, mais, quinoa, miglio, ecc.;
  • latticini: tranne burro o yogurt fermentati per almeno 24 ore;
  • patate;
  • la maggior parte dei legumi;
  • tutti gli zuccheri.

Viceversa, tutti quegli alimenti non raffinati e che non richiedano un grosso impegno al digerente sono i cibi consentiti, quindi:

  • proteine di origine animale: purché non contengano additivi;
  • verdure e frutta fresche, nonché centrifugati ed estratti;
  • uova;
  • latticini fermentati per almeno 24 ore;
  • erbe e spezie.

Un paradosso è quello legato al fatto che la dieta dei carboidrati specifici consenta l’assunzione di frutta, che contiene fruttosio, non considerando però che molte persone che soffrono di infiammazioni intestinali soffrono anche di un malassorbimento di questo elemento. Di conseguenza, assumendo frutta, hanno maggiori probabilità di soffrire di crampi addominali e diarrea, che la dieta pretende invece di prevenire.

È vero che la dieta dei carboidrati specifici può alleviare i sintomi dei disturbi digestivi?

La dieta dei carboidrati specifici nasce proprio come terapia per persone che soffrono di coliti ulcerose, celiachia e morbo di Crohn, tutte patologie che possono influire sulla corretta digestione e assorbimento dei nutrienti.

Sebbene consigliata principalmente per il trattamento delle patologie infiammatorie legate all’intestino, la dieta dei carboidrati specifici viene anche indicata per persone con differenti condizioni mediche, tra cui il disturbo dello spettro autistico e la fibrosi cistica, proprio perché è un’alimentazione ideata per bilanciare il tratto digestivo di cui chi ha queste patologie spesso soffre.

Negli Stati Uniti da ormai molti anni in parecchi dipartimenti di gastroenterologia degli Ospedali (anche Pediatrica), la dieta dei carboidrati specifici è ciò che generalmente viene suggerita dal gastroenterologo e poi implementata da un nutrizionista.

La dieta dei carboidrati specifici contro la celiachia

Evitare di assumere glutine aiuta a gestire i sintomi legati alla celiachia, ma la dieta dei carboidrati specifici fa ancora di più: oltre a eliminare tutti i cereali dalla dieta, elimina anche lattosiosaccarosio e cibi ricchi di amido, come pasta, riso, pane e patate.

Questo può sicuramente dare sollievo ai celiaci, ma bisogna ricordare che una dieta molto restrittiva è difficile da seguire per un tempo troppo prolungato e che, se si torna a inserire i cibi precedentemente eliminati, i sintomi ritorneranno in breve tempo a meno che non si inizi ad abbinare un regime per il ripristino del microbiota.

Le critiche e i rischi potenziali: la dieta dei carboidrati specifici funziona davvero?

In realtà, non ci sono prove scientifiche concrete riguardo questa dieta, ma solo studi molto brevi e di piccola entità che non sono sufficienti per affermare definitivamente se la dieta dei carboidrati specifici funzioni realmente o meno.

Mentre abbiamo studi che sostengono che la dieta dei carboidrati specifici abbia migliorato i sintomi legati alle infiammazioni intestinali e un recupero della mucosa intestinale, non è ancora chiaro il suo ruolo sul microbiota e non c’è alcuna certezza che questa abbia gli stessi risultati per tutti quelli affetti dalla stessa patologia. Le infiammazioni del tratto intestinale sono disturbi complessi per i quali gli interventi specifici possono – e devono – variare da persona a persona.

Una dieta restrittiva come quella dei carboidrati specifici non è comunque mai priva di rischi, perché – come tutte le diete altamente limitanti – non prevede un’alimentazione equilibrata e completa. Infatti richiede di eliminare grandi gruppi di alimenti che sono ricchi di nutrienti e realmente utili per la maggior parte delle persone e richiede quindi l’intervento di un nutrizionista esperto, per evitare carenze nutrizionali e sintomi dovuti dalla carenza di amidi.

Ciononostante, la scienza non ha le risposte per tutto: ha solo qualche pezzo di un puzzle molto complesso e gli studi sull’alimentazione sono molto costosi e complessi. Il fatto che non ci siano sufficienti studi non vuol dire che non sia un valido aiuto, certo.

Conclusione: no alle diete “fai da te”

È già sempre molto complicato mantenere per lungo periodo una dieta molto restrittiva, perché il nostro corpo può risentire anche in modo corposo di eventuali carenze; e non è diverso se si tratta della dieta dei carboidrati specifici.

Se si vuole prendere in considerazione il fatto di seguire questa dieta, è sicuramente indispensabile non pensare di fare da sé comprando il libro, ma richiedere l’aiuto e il parere di un nutrizionista qualificato per avere la certezza di soddisfare anche durante la dieta tutte le esigenze del nostro organismo.

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