dieta-gaps-una-terapia-controversa-autismo

La dieta GAPS è un tipo di alimentazione che rivisita la dieta dei carboidrati specifici, aggiungendo ai menù il brodo di ossa e vari tipi di alimenti fermentati. Questa dieta struttura la sua fase introduttiva in modo diverso, aggiungendo integratori e metodi per supportare i meccanismi di disintossicazione, che non potevano essere disponibili quando la dieta dei carboidrati specifici fu creata, nel 1920.

La Dieta GAPS: un aiuto per il nostro intestino

La dieta GAPS e la dieta dei Carboidrati Specifici possono inizialmente sembrare molto simili, ma non lo sono.

Mentre la dieta dei carboidrati specifici è semplicemente una dieta eliminatoria, la dieta GAPS ha come obiettivo:

  1. il risanamento delle pareti intestinali,
  2. il ripristino del microbiota
  3. l’ottimizzazione del digerente e quindi dell’asse intestino cervello.

Infatti, la dieta GAPS è una dieta temporanea che permette, attraverso il miglioramento delle funzionalità intestinali, la reintroduzione di tutti gli alimenti salutari.

GAPS è l’acronimo di Gut and Psychology Syndrome (“Sindrome Psico-Intestinale”) e Gut and Physiology Sindrome (“Sindrome Fisiologico-Intestinale”), termine coniato dalla Dott.ssa Natasha Campbell-McBride, Neurologa e Nutrizionista, che ideò questa dieta 30 anni fa, dopo aver lavorato con migliaia di pazienti la sua esperienza sfociò in una collana di libri che trattano patologie neuropischiatriche e dello sviluppo, autoimmuni e digestive; con il tempo sono stati tradotti in 10 lingue e venduti in oltre 30 paesi, in America sono un best seller. Oggi la dieta GAPS è seguita da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.

Asse intestino cervello: cosa ha a che fare il cervello con l’alimentazione?

Molteplici pubblicazioni scientifiche dimostrano che molte condizioni patologiche a danno del cervello e autoimmuni hanno, tra le loro cause, una condizione di intestino permeabile.

Intestino permeabile, definizione: aumento della permeabilità della parete intestinale, con conseguente apertura di canali di comunicazione tra intestino e flusso sanguigno, che non dovrebbero esistere.

In sostanza, un intestino permeabile permette a proteine parzialmente digerite (peptoni), sostanze chimiche e a microrganismi presenti naturalmente nell’intestino, di entrare in contatto con il sangue.

Questo può certamente influenzare le funzioni del cervello e contribuire quindi allo sviluppo di patologie neuropsichiatriche, dello sviluppo e autoimmuni.

Oggigiorno la disbiosi e la permeabilità intestinale sono ben documentate in letteratura, sia nelle patologie neuropsichiatriche, dello sviluppo e autoimmuni.

La dieta GAPS si propone proprio di ottimizzare l’intestino e il microbiota, impedendo alle tossine di penetrare nel flusso sanguigno e di conseguenza aumentare meccanismi neuroinfiammatori, infiammatori e autoimmuni.

Dieta GAPS: Condizioni Neuropischiatriche e dello Sviluppo

La Dott.ssa Campbell-McBride afferma che il protocollo alimentare GAPS sia la ragione del recupero del suo primo figlio con autismo.
Per questo adesso promuove ampiamente la dieta come intervento per molte condizioni neuropsichiatriche e dello sviluppo, tra cui dislessia, disprassia, ADD, ADHD, schizofrenia, depressione, sindrome di Tourette, disturbo ossessivo-compulsivo, PANDAS, PANS e bipolarismo.

La dieta viene infatti utilizzata molto con i bambini, in particolare con quelli che hanno una condizione di salute scarsamente compresa, come appunto è l’autismo. Viene anche proposta la dieta GAPS per aiutare i bambini che abbiano importanti intolleranze o allergie alimentari, anche se i primi risultati possono manifestarsi anche dopo molti mesi.

Si pensa che l’intestino e ripetuti microtraumi al cervello, abbiano un ruolo primario nello sviluppo dell’autismo. Per questo, molte persone che si sono avvicinate alla dieta GAPS sono genitori che stanno cercando di migliorare le condizioni del loro bambino.

L’autismo è una condizione che provoca cambiamenti nella funzione cerebrale, che influenzano il modo in cui la persona autistica “vive” il mondo. Gli effetti e i sintomi possono variare ampiamente da persona a persona, ma in generale si può affermare che le persone con autismo hanno solitamente difficoltà di comunicazione e di interazione sociale. L’autismo è pertanto una condizione complessa che si ritiene derivi da una combinazione di molteplici fattori.

Alcuni studi hanno verificato che la maggior parte delle persone autistiche (fino al 70%) risulta carente anche di una buona salute dell’apparato digerente, soffrendo quindi di costipazione, diarrea, dolore addominale, reflusso acido e vomito.

Sebbene in modo molto meno severo anche altre condizioni neuropsichiatriche e dello sviluppo condividono le stesse cause dell’autismo e quindi trovano gli stessi benefici dalla Dieta GAPS.

Dieta GAPS: Patologie Autoimmuni e Problemi Digestivi

La Dott.ssa Campbell-McBride mentre nel primo libro si occupa del cervello in “Gut and Physiology Syndrome”, si occupa del resto del corpo quindi di patologie autoimmuni e problemi digestivi anche se come dice lei stessa corpo e mente si sovrappongono.

Le condizioni autoimmuni si verificano quando il tuo corpo inizia ad attaccare se stesso. Nel diabete di tipo 1, il tuo corpo attacca il pancreas, nell’ipotiroidismo di Hashimoto, il tuo corpo attacca la tua tiroide, nel morbo di Crohn il tuo intestino, nell’artrite reumatoide, il tuo corpo attacca il rivestimento delle articolazioni…e così via.

L’autoimmunità inizia nell’intestino, quando le pareti intestinali diventano “permeabili”, si aprono delle comunicazioni tra flusso sanguigno e intestino che non dovrebbero esistere.

Il tuo sistema immunitario risponde immediatamente per combattere questi invasori. Tuttavia, quando questo processo si verifica frequentemente, il tuo sistema immunitario sviluppa una risposta specifica, gli anticorpi, per proteggerti. Quindi, nascono le intolleranze alimentari, in quanto alimenti parzialmenti digeriti raggiungono il flusso sanguigno e attivano infiammazione e il sistema immunitario.

Questo meccanismo regola il tuo sistema immunitario, ruba tutte le tue risorse nutrizionali e logora mente e corpo.

Tutto viene iniziato dall’alimentazione e stile di vita “moderno”. Il primo passo è la disbiosi, ovvero l’alterazione dell’equilibrio dei microbi che costituiscono il microbiota; questo accende l’infiammazione che a sua volta attiva il sistema immunitario, in risposta il sistema immunitario risponde con ulteriore infiammazione. Quindi la disbiosi intestinale causa una reciproca attivazione tra infiammazione e il sistema immunitario.

Queste sono le basi per lo sviluppo di tutte le patologie autoimmuni.

Quando l’integrità intestinale viene ripristinata, le anomale comunicazioni tra intestino e sangue si chiudono e nel momento in cui il microbiota recupera il suo equilibrio microbico, l’infiammazione si arresta, quindi, il sistema immunitario cessa di attaccare i suoi tessuti . La dieta GAPS  è il modo più efficace per curare il tuo intestino, ed è per questo che GAPS e le malattie autoimmuni vanno di pari passo.

La Dieta GAPS Introduttiva

La dieta GAPS viene introdotta con un lungo processo che può durare da poche settimane a siversi mesi, a seconda dei sintomi e della situazione di ogni individuo. In questo arco di tempo si eliminano tutti gli alimenti non solo raffinati, ma anche polisaccaridi, disaccaridi, latticini e l’alimentazione viene arricchita con cibi ricchidi grassi animali, collagene e alimenti ad alta densità nutrizionale.

Questa fase, la più intensa e difficile, è detta anche “fase di recupero dell’intestino”, ed è suddivisa in sei step:

  1. Fase 1: il primo passo per prendere confidenza con questa dieta si consuma generalmente brodo di carne fatto in casa (non brodo di ossa), grassi animali e proteine, verdure cotte nel brodo di carne, succhi di alimenti fermentati (come succo di crauti, succo di verdure, ecc.), zenzero e tè alla menta o alla camomilla con miele non pastorizzato tra un pasto e l’altro. Le persone che non presentano intolleranza alle proteine del latte possono anche mangiare yogurt fermentato 24 ore o bere kefir, fatti in casa fatti con latte da animali al pascolo;
  2. Fase 2: si possono introdurre in questa fase tuorli d’uovo, burro chiarificato e passati di verdure, carne o pesce;
  3. Fase 3: è possibile introdurre anche avocado, verdure fermentate, uova strapazzate preparate con burro chiarificato, grasso d’anatra o grasso d’oca;
  4. Fase 4: si possono a questo punto inserire anche carni cotte al forno o, olio extra vergine di oliva a crudo, estratti e centrifugati di verdura e pane di noic macadmia o similari;
  5. Fase 5: la dieta in questa fase comprende anche purea di mele cotte, verdure crude (come lattuga e cetrioli, succo di frutta e piccole quantità di frutta cruda (sconsigliati però gli agrumi, quindi arance, mandarini, pompelmi, ecc.), estratti;
  6. Fase 6: in questa ultima fase è consentito introdurre più frutta cruda, quindi anche gli agrumi.

Questa modalità di introduzione prevede l’inserimento graduale dei cibi, iniziando con piccole quantità e procedendo lentamente. Non è consigliabile introdurre un nuovo cibo se prima non si è certi di aver ben introdotto l’alimento precedente: se non si hanno peggioramenti (non solo digestivi), è un chiaro segnale che i cibi che abbiamo inserito sono ben tollerati.

La fase di mantenimento della dieta GAPS

La dieta completa, che va mantenuta per il periodo più lungo, prevede l’assunzione di carne fresca, grassi animali (come grasso d’anatra, lardo, burro chiarificato o grasso d’agnello, ecc.), uova, pesce e molluschi, verdure, sia cotte che crude, e una grossa varietà di alimenti fermentati fatti in casa, come yogurt, kefir, crauti, kombucha, ecc..
Visto l’alto contenuto di grassi animali è importante che tutti gli alimenti provengano da allevamenti rurali al pascolo, che in Italia sono circa il 10% il resto sono allevamenti “biologici”, a fieno o Km zero che non sono molto distanti da allevamenti intensivi.

Ci sono poi alcune indicazioni generali della dieta GAPS. Si consiglia di non mangiare durante lo stesso pasto carne e frutta e di utilizzare i condimenti (come l’olio EVO, per esempio) a crudo, invece che durante la cottura dei cibi; è sempre preferibile poi selezionare gli alimenti locali da piccoli produttori ed evitare invece quelli precotti e confezionati.

Fase di reintroduzione: abbandonare la Dieta GAPS

Visto che non è concepita come regime a lungo termine ma per risanare l’intestino, eccetto alcuni casi la dieta GAPS non va seguita per tutta la vita. Passata la fase acuta e ristabilito l’equilibrio del nostro intestino, si deve abbandonare la dieta GAPS con un procedimento ben preciso di reintroduzione degli alimenti, in base alla complessità digestiva degli stessi e molto gradualmente.

Si consiglia sempre e comunque di seguire la dieta GAPS per 18-24 mesi o più, prima di iniziare a introdurre nuovamente gli alimenti che erano stati eliminati, o almeno 3-6 mesi dopo aver accertato che l’intestino e microbiota hanno raggiunto un buon stato di benessere.

Come per la fase introduttiva della dieta, anche la fase di abbandono consiste in un processo lungo che vede la reintroduzione dei cibi in modo lento e graduale e che può durare anche diversi mesi.

Ogni alimento precedentemente eliminato deve essere introdotto individualmente e in piccole quantità, per verificare che non insorgano sintomi per almeno 2-3 giorni dalla reintroduzione.

Protocollo GAPS: non solo dieta

La dieta è la componente principale e fondamentale della terapia, ma non è l’unico intervento. Vengono raccomandati in accordo con la Medicina e Nutrizione Funzionale altri interventi che vengono implementati da caso a caso:

  • acidi grassi essenziali;
  • enzimi a supporto della digestione, come betaina e pepsina, per aiutare a scomporre e assimilare le proteine;
  • olio di fegato di merluzzo extravergine o fermentato (che contiene alte quantità di vitamina A e D);
  • earthing;
  • supporto ai sisitemi di disintossicazione: sauna, clisteri, ecc…
  • idrocolonterapia;
  • manipolazioni addominali;
  • attività fisica
  • tecniche di rilassamento: yoga, tai chi, meditazione, ecc…
  • passare tempo a contatto con la natura
  • idratazione
  • igiene del sonno
  • buone interazioni sociali

Ci sono dei rischi nel seguire la dieta GAPS?

La dieta GAPS è un regime molto complesso che prevede inizialmente l’eliminazione di molti alimenti anche considerati sani,  per periodi di tempo variabili e quindi la dieta deve essere ben calibrata con i cibi che si hanno a disposizione.

Conclusioni

Il lavoro del Dr. Coro da oltre 20 anni su patologie neuropischiatriche, dello sviluppo, autoimmuni e problemi digestivi si sviluppa attorno alla Dieta GAPS ma con transizioni inizali e per uscire dalla dieta frutto dell sua esperienza con l’aggiunta di interventi nello stile di vita, stato emotivo e altre metodiche per il recupero della salute. Visti i risultati ottenuti, la Dott.ssa Campbell-McBride e il Dr. Coro stanno lavorando per la pubblicazione di ricerche scinetifiche sui casi di recupero.

La scienza ha la risposta a qualche tassello di un puzzle molto complesso, ma definitivamente non ha tutte le risposte,  specialmente quando si parla di microbioma intestinale e asse intestino cervello. Gli studi ben fatti sono complessi e sono costosi, quelli condotti sull’alimentazione sono per lo più epidemiologici visto il basso costo ma non dimostrano nulla se non correlazioni.

Uu regime di questo tipo richiede molta esperienza e contatto continuo con i pazienti, il Dr. Coro è l’unico registered dietitian italiano che lo utilizza con successo da oltre 20 anni.

Fonti scientifiche:

  • Iannone LF. Microbiota Gut Brain Axis Involvement in Neuropsychiatric Disorders. Expert Rev Neurother. 2019 Jul 11:1-14.
  • Kim YK. The Microbiota Gut Brain Axis in Neuropsychiatric Disorder: Pathophysiological Mechanisms and Novel Treatments. Curr Neuropharmacol. 2018;16(5):559-573.
  • Scriven M. Neuropsychiatric Disorders: Influence of the Gut Microbiome to Brain Signaling. Diseases. 2018 Sep; 6(3): 78.
  • Petra AI. Gut Microbiota and Effect on Neuropsychiatric Disorders with Suspected Autoimmune Dysregulation. Clin Ther. 2015 May 1; 37(5): 984–995.
  • Skonieczna-Żydecka K. Microbiome – The Missing Link in the Gut Brain Axis: Focus on Its Role in Gastrointestinal and Mental Health. J Clin Med. 2018 Dec; 7(12): 521.
  • Liang S. Gut Brain Psychology: Rethinking Psychology from the Microbiota Gut Brain Axis. Frontiers Front. Integr. Neurosci. 2018 Sept.
  • Lian S. Recognizing Depression from the Microbiota Gut Brain Axis. Int. J. Mol. Sci. 2018, 19(6):1592
  • Warner B. The Contribution of the Gut Microbiome to Neurodevelopment and Neuropsychiatric Disorders. Pediatric Research. 2019; 85: 216–224.
  • Cenit MC. Influence of Gut Microbiota on Neuropsychiatric Disorders. World J Gastroenterol. 2017 Aug; 23(30): 5486-5498.
  • Fattorusso A. Autism Spectrum Disorders and the Gut Microbiota. Nutrients. 2019 Feb 28;11(3). pii: E521.
  • Hughes HK. The Gut Microbiota and Dysbiosis in Autism Spectrum Disorders. Curr Neurol Neurosci Rep. 2018 Sep 24;18(11):81.
  • Dalton N. Gut Permeability in Autism Spectrum Disorders. Autism Res. 2014 Jun;7(3):305-13.
  • Esnafoglu E. Increased Serum Zonulin Levels as an Intestinal Permeability Marker in Autistic Subjects. J Pediatr. 2017 Sep;188:240-244.
  • Chang HK. Traumatic Brain Injury in Early Childhood and Risk for Attention Deficit/Hyperactivity Disorder and Autism Spectrum Disorder: A Nationwide Longitudinal Study. J Clin Psychiatry. 2018 Oct 16;79(6).
  • Hirad AA. A Common Neural Signature of Brain Injury in Concussion and Subconcussion.Science Advances 07 Aug 2019; 8(5).